Gallarate mercoledì 15 settembre 2021 ore 21.30
Drin
Ciao Fabrizio, cosa è successo. Non è da te telefonare a quest’ora.
È morto papà.
Orcobboia!
Così, di punto in bianco.
Si.
Erano un paio di settimane che diceva di sentirsi fiacco. Pensavamo al caldo, all’età, un po’ di preoccupazione c’era, ma nessuno si aspettava il patatrac.
Gallarate 12 dicembre 2021
Fabrizio e suo fratello Paolo vanno dalla mamma Pinuccia al consueto pranzo domenicale.
Nel bel mezzo delle solite parole di circostanza, senza sostanza, Paolo esclama: “papà mi aveva promesso la casa in montagna.”
“Ti aveva dato 500.000€ quando hai acquistato la villa a Samarate”, quindi ho diritto ad avere la casa di Champoluc”.
Si è vero, ma tu hai preso 450.000€.
300.000€ li ha dati a te per il tuo appartamento e 150.000€ li ha dati a tua figlia Ginevra per aprire il suo studio medico.
Anche quei soldi contano, rientrano nella tua eredità.
Allora mettiamo nel calderone quella volta che ti ha comprato la BMW, come regalo per la tua laurea, quella di tuo figlio e pure tutte le regalie che ha fatto a tua moglie Clara che con 4 moine se l’è sempre comprato.
Se giochiamo a schiaffoni sono pronto!
Pinuccia inorridita scappa in camera da letto!
Una scena deprimente.
Eredità immobiliare – Il disastro
Né la prima né l’ultima volta di una storia che si ripete uguale a sé stessa in numerose famiglie italiane.
I familiari che litigano per l’eredità con il “morto ancora caldo in casa”.
Una tristezza disarmante!
Pensieri e parole conservati, con rancore, nel corso dei decenni, pronti a venir vomitati nel momento propizio.
I “veri responsabili” sono i defunti, proprietari di case, fabbricati e terreni, con due o più figli, senza coraggio di decidere e di indicare con chiarezza le proprie volontà.
Dicono di voler sistemare le cose, di fornire precise indicazioni, ma poi, “domani lo faccio” o peggio “io l’ho detto, alla mia morte faranno come ho detto io”.
Per la mancanza del coraggio di scrivere due righe su un foglio di carta bianco o di andare dal notaio, aprono la porta alle risse tra gli eredi.
Succede anche nelle famiglie, all’apparenza “Mulino Bianco”.
La brama del possesso e “il senso di ingiustizia” covato negli anni fanno saltare il banco
Peccato, basta poco!
Dal 14 gennaio del 2018 con Gaetano, il defunto nella storia, avevamo previsto il passaggio ordinato delle sue due case di proprietà ai figli, ma aspetta, aspetta, nessuna decisione scritta l’ha mai presa.
Fino al boom del 15 settembre 2021
Da quel momento il dado è tratto, “rien ne va plus”.
Nulla può essere cambiato.
Solo la capacità e la voglia di Paolo e di Fabrizio di trovare un accordo, senza distruggere la famiglia e la vita di mamma Pinuccia, possono interrompere il terremoto.
Trasferimento degli immobili – La preparazione
Giovedì 3 febbraio 2022 Laveno Mombello
Incontro Carlo e Ivana.
L’obiettivo specifico è: l’analisi del patrimonio immobiliare per decidere come gestirlo in ottica di trasferimento ai figli, “domani, il più lontano possibile”.
Prima di Natale mi commissionano il reperimento delle informazioni al catasto nazionale di tutti i loro possedimenti.
La casa in cui vivono è di proprietà di Ivana, 630.000€
Un immobile a Leggiuno è di Carlo, ristrutturato, non locato, 420.000€
Un appartamento a Milano è di Carlo, valore stimato 475.000€, locato a 1.550€ al mese. Ha bisogno di una ristrutturazione.
“Possiedono” una serie infinità di terreni e “frazioni di terreni”, 17 in tutto, condivisi con i fratelli e i cugini.
Hanno due figli, Caterina e Cristiano poco interessati alla ricezione in eredità di questo “popò di malloppo”.
Caterina è sposata, proprietaria con suo marito di un immobile a Roma. Non vuole nulla che la impegni lontano da casa.
Cristiano è in viaggio per lavoro di continuo.
Le sue radici sono ormai, europee, forse mondiali.
Non vuole nulla che lo immobilizzi. Vuole la libertà di muoversi senza limitazioni.
Carlo e Ivana non vogliono liberarsi degli immobili posseduti, il legame affettivo è profondo.
Il dolore per l’assenza dello stesso sentimento nei figli li turba.
Ne hanno preso atto, ma la digestione è lunga.
A distanza di un anno abbondante non hanno ancora avuto il coraggio di scrivere il testamento, con cui trasferire i singoli immobili ad un figlio, con lo scopo di lasciare la proprietà “ad uno soltanto”.
Un immobile, un proprietario.
La casa di Laveno a Caterina.
La casa di Leggiuno a Cristiano.
Quella di Milano a Caterina.
I soldi a disposizione non compensano Cristiano, mancano circa 350.000€.
La decisione è pesante, perché i figli sono uguali, vanno trattati allo stesso modo.
In realtà Cristiano condivide e accetta questa soluzione.
Non ha nulla da ri-dire. Non ha voglia di fare “il farmacista”.
Il suo spirito libero, gli dice: “anche se prendi meno patrimonio = meno soldi di tua sorella, chissenefrega. Eviti casini nella gestione degli immobili. Quello che erediti lo vendi quando sarà tuo. I soldi non ti mancano”.
Pochi casini, libertà di movimento garantita, serenità salvata.
I figli sono pronti per le “conseguenze” del testamento. I genitori no.
A distanza di 16 mesi da quell’incontro, Carlo e Ivana non hanno ancora messo l’inchiostro sul foglio bianco, per la manifestazione delle loro volontà.
Attendiamo che il tempo porti il frutto a maturazione.
Intanto il conteggio anagrafico procede e i 75 anni sono in arrivo. Lunga vita a tutti.
Speriamo che Caterina e Cristiano non debbano “gestire le non decisioni” dei genitori.
Come trasferire gli immobili ai figli
Comerio 21 gennaio 2019
Pietro chiama a raccolta i suoi tre figli e la moglie Susanna per “comunicazioni ufficiali e urgenti”.
La casa dove stiamo pranzando, come quella al mare è mia e della mamma. I soldi pure, tutto quello che c’è è diviso tra noi due.
Ok, papi lo sappiamo. Ce l’avete sempre detto.
Certo.
Oggi vi comunichiamo che per il bene di tutti,
abbiamo scritto due testamenti olografi, custoditi nei nostri rispettivi comodini in camera da letto, in cui abbiamo nominato l’altro, erede universale, senza lasciare nulla a voi.
Almeno al decesso del primo di noi due.
Lo abbiamo fatto, per tutela nostra, così l’altro eredita tutto il patrimonio e si mantiene, fino all’ultimo dei suoi giorni, senza intaccare le vostre tasche.
Per voi sono sempre disponibili 250.000€, a testa, per l’acquisto della vostra prima casa o per un investimento professionale. Quando volete ci sono.
Con questa soluzione vi aiutiamo con i soldi quando vi servirà, ma non vi vincoliamo con la proprietà di “pezzi di case”.
Queste sono le nostre decisioni.
Le condividiamo con voi, affinché, quando succederà la nostra dipartita, non ci siano discussioni sanguinose tra di voi.
Per non correre pericoli, abbiamo deciso così
Entro l’anno prossimo diteci, se a qualcuno interessa questa casa o quella al mare, in modo da modificare le nostre volontà e venire incontro alle vostre.
15 agosto 2022
Pietro decede.
Un botto clamoroso per la famiglia, ma il clima è rimasto sereno.
I 3 figli hanno rispettato le volontà del papà senza battere ciglio.
La pianificazione corretta
Giovanna e Ugo il 12 giugno 2017 scrivono le loro volontà su un semplice pezzo di carta bianco.
Ugo: nomino mia erede universale mia moglie Giovanna, se premorta, lascio la mia quota della casa di Varese a mio figlio Marco e i soldi alle mie due figlie Paola e Giulia in parti uguali.
Giovanna: nomino mio marito Ugo mio erede universale, se premorto, lascio la mia quota della casa di Varese in cui vivo a mio figlio Marco. La casa di Varese di mia proprietà a mia figlia Paola. I soldi a Giulia.
15 marzo 2019 Ugo decede a 83 anni.
Giovanna diventa la proprietaria unica della casa in cui vive. L’immobile, domani, diventerà di proprietà esclusiva di Marco che si trasferirà a viverci, come dalle volontà condivise.
Giovanna possiede la totalità dei soldi della famiglia, così mantiene la bella villa con giardino e dispone dell’agio di avvalersi dell’aiuto di una persona di fiducia, in casa 24 ore su 24.
I figli sono sereni, perché la mamma è sotto osservazione continua.
Da dove arriva la soluzione del 12 giugno?
Da un pranzo di famiglia, in cui i genitori hanno mostrato ai figli la situazione patrimoniale completa, immobili e denaro.
Hanno chiesto ai figli i loro desideri e le loro aspettative ereditarie.
Con serenità ognuno ha espresso il proprio pensiero, hanno trovato l’accordo.
Alla morte di Ugo c’è stata la lesione della legittima dei 3 figlioli, ma nessuno “ha protestato”.
Il trasferimento del patrimonio a Giovanna è avvenuto privo di intoppi.
Nel pieno rispetto delle volontà di papà.
Necessità e urgenza della pianificazione
L’immobile è per sua natura indivisibile.
La comproprietà tra più teste genera problemi di gestione, soprattutto se il possesso deriva da una successione e su abitazioni “che non interessano”.
I figli, di solito, possiedono già una loro casa, hanno la loro famiglia
Tenerli uniti attraverso una proprietà condivisa scatena diverbi gestionali che allontanano le persone.
La gestione e la manutenzione di un immobile che “non sento mio”, che costa, alimenta la voglia di spossessarsi del bene.
Anche in questo caso i pensieri degli eredi divergono sui tempi e sul valore attribuito all’oggetto.
Divergenze che si prolungano anche per anni, con danni economici significativi, magari con avvocati da pagare e con la perdita della serenità nei rapporti familiari.
Eventi scatenati dalla mancanza di coraggio dei genitori di parlare in maniera trasparente ai loro figli, ascoltarli, prendere nota dei loro desideri e delle loro aspettative.
Le divergenze di vedute e le disparità economiche vengono sanate dal dialogo trasparente, alla luce del sole.
I casini post successione, tipici delle famiglie, sono evitabili, se affrontati per tempo.
Metodo FMC nella pianificazione
- Fotografia completa del patrimonio familiare: denaro in tutte le sue forme, immobili, terreni, eventuali partecipazioni societarie, debiti
- Consiglio di famiglia: condivisione tra tutti i componenti dello stato dell’arte
- Manifestazione da parte di ognuno dei desideri, delle aspettative e dei “rospi ingoiati” negli anni, veri o presunti che siano
- Scrittura del testamento:
- Olografo: su un foglio di carta bianco se la situazione patrimoniale è semplice e condivisa
- Dal notaio: se è opportuno un supporto e una tutela aggiuntiva nella realizzazione delle proprie volontà
- Godimento della vita: il proprio “dovere” civile, morale e genitoriale è manifesto. Modificabile in qualunque momento, nel caso subentrino nuovi elementi da gestire
All’apertura del testamento i figli hanno poche “armi a disposizione”, per creare confusione o per reclamare il “maltolto”, anche in presenza di coniugi o partner arrembanti, come spesso capita.
Il consiglio di famiglia e la condivisone dei valori della famiglia sono il vero testamento da tramandare ai posteri.
La divisione dei beni terreni serve solo ad alimentarlo ed evitare che l’indecisione e la procrastinazione decidano per i genitori.
Senza testamento decide la “legge successoria” con le sue percentuali e la sua assenza di anima.
In bocca al lupo a chi si affida a quelle parole.
Esprimere le proprie volontà su un pezzo di carta “è cosa buona e giusta”, per sé e per le persone più care.
Amen.
Flavio






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