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Amministratore di sostegno, che paura

Mar 24, 2023 | Legale, Protezione

Mar 24, 2023 | Legale, Protezione

Mercoledì 13 marzo 2018 ore 14.30

Suono il campanello della villetta, appena fuori città, della signora Beatrice, 80enne, vedova da un paio d’anni.

L’ordine del giorno prevede il monitoraggio degli investimenti finanziari e un approfondimento della sua situazione patrimoniale.

Vuole fare il check-up, per la comprensione e la valutazione complessiva, perché vorrebbe dare un po’ di soldi ai figli e decidere cosa fare degli immobili.

I preliminari

Due parole per la rottura del ghiaccio, degustiamo il caffè d’ordinanza, rigorosamente “fatto con la moka”, con il trascorrere dei minuti entriamo negli argomenti caldi.

Snocciola le informazioni.

Il patrimonio è composto da:

  • casa in cui vive da sola
  • 2 abitazioni locate
  • investimenti finanziari per circa 850.000€
  • polizze assicurative da investimento 720.000€
  • liquidità sui conti correnti 220.000€
  • 2 figli quasi sessantenni, sposati
  • 4 nipoti

Eccellente fotografia Beatrice.

Quali sono i tuoi desideri?

  • Alla mia morte, voglio destinare le due case locate, una a testa ai figli
  • 1.000.000€ a Luca e 500.000€ ad Angelica
  • Dare subito 150.000€ a mia figlia per una serie di spese che deve sostenere

Ok Beatrice scrivi un testamento olografo con le tue volontà.

Lo metti nel cassetto, insieme agli altri documenti importanti, così i figli lo trovano senza problemi.

Se vuoi lasci una “copia identica” a una persona di tua fiducia.

Il denaro ad Angelica è opportuno “darlo per mezzo della donazione”.

L’importo è rilevante, a scanso di problemi, mettiti dalla parte della ragione, vai dal notaio.

Fine della “parte lavorativa” dell’incontro.

Cecità, l’impatto sulla burocrazia

Metto gli appunti nella cartellina, la penna nello zaino, mentre sono ancora chinato, boom!

Sto diventando cieca.

Il problema è grave, irrisolvibile, degenerativo, mi preoccupa molto la mia situazione. Il futuro è nero, in tutti i sensi.

Pianto a dirotto.

Silenzio imbambolato.

Qual è la diagnosi?

Maculopatia. Traguardo finale, cecità. Nel giro di qualche anno.

I tempi sono ignoti, ma la degenerazione è in atto da un po’ di anni.

Il destino è quello.

Sono qui da sola. I figli sono “lontani”. Perdo la mia indipendenza. Mi dovrò far aiutare. Un disastro. Una botta clamorosa. Faccio fatica ad assorbire la notizia.

Forse avevo sottovalutato la situazione oppure non ci volevo credere.

Mai avrei pensato ad “una fine” così.

Sono distrutta.

 

La notizia ha “scosso” Beatrice nel profondo.

Le conseguenze, per lei sono devastanti, difficile l’accettazione.

Il punto chiave

La perdita dell’autonomia cambia 80 anni di abitudini.

Bea è un’accentratrice.

Aveva un negozio storico.

Ha sempre gestito in prima persona ogni aspetto della sua vita.

La gestione del patrimonio. Le scelte finanziarie e immobiliari sono state sue.

La delega, una sconosciuta.

Una parte della botta emotiva deriva da questi comportamenti storici.

I figli conoscono poco della sua situazione patrimoniale, non sono mai stati coinvolti in alcunché e oggi, l’idea di dipendere da loro, la mortifica.

 

Gli anni trascorrono nel peggioramento della malattia.

Beatrice ha bisogno di una persona che la aiuti ad uscire di casa.

La accompagni nel disbrigo delle “faccende personali” in centro città.

Qualcuno la deve accompagnare in banca, al supermercato. Ovunque.

Ha via via perso la sua autonomia all’esterno della casa.

Nelle quattro mura domestiche ha il suo equilibrio. I suoi spazi, la sua gestione dell’abitazione. Qualche aiuto, ma nulla di più.

Si gestisce alla grande.

Cecità, una soluzione concreta

Giovedì 12 gennaio 2023

Beatrice non è più in grado di leggere e firmare i documenti della banca.

Problemone.

Come si fa?

Farsi aiutare dai figli non è una opzione percorribile.

Bea non ci sente.

Stallo totale.

“Vicolo cieco”, purtroppo, in tutti i sensi.

L’attività bancaria richiede firme ogni “tre per due”, il rischio è il “blocco operativo”. Le conseguenze sono “da brividi”, anche il conto corrente rischia il “fermo macchina”.

La decisione

Bea hai bisogno di farti aiutare.

O parli con i tuoi figli o “deleghi” qualcuno a firmare in tuo nome. I rischi aumentano, prima o poi ti mettono davanti al bivio secco.

No. No. Non voglio.

Utilizza “l’amministrazione di sostegno”.

Scegli una persona di tua fiducia che “deleghi” ad operare (firmare) almeno in banca, con la tua supervisione.

Gli affidi compiti specifici:

  • prelievi di contanti fino a 1.000€
  • investimenti e rimborsi solo sul tuo conto corrente, mono intestato
  • aggiornamento del questionario MIFID

“Fuori dalla banca”:

  • prende gli appuntamenti medici per la tua salute
  • ti accompagna alle visite specialistiche
  • firma l’eventuale consenso informato

Ogni decisione è avallata da te.

Ci penso!

Approfondisci meglio
questo argomento.

Si, voglio contattarti.

Alzheimer – Gli impatti pratici

Venerdì 17 gennaio 2020 ore 11.00

Anna e Paolo vengono in ufficio per il solito punto della situazione finanziaria.

La faccia di Anna è tirata, di solito è radiosa, solare, spumeggiante.

Qualche grillo mi compare nella testa.

Paolo è distaccato, un po’ impacciato nei movimenti.

L’impatto è “preoccupante”. Qualcosa non fila liscio.

Negli ultimi incontri avevo notato “qualcosa di strano”, ma era tutto dentro la mia testa. Qualche timido sospetto.

Due battute rompighiaccio e Anna parte.

Paolo ha l’Alzheimer!

Boom. Uno sparo in faccia.

Mi appoggio allo schienale, prendo fiato, respiro.

Anna racconta la trafila medica degli ultimi mesi, alla disperata ricerca delle “non conferme” della sensazione viscerale che il suo Paolo stia degradando verso il buio.

Un vorticoso giro di visite nella speranza che la preoccupazione sia errata.

Ma la sentenza è devastante. Nessun appello.

Entrambi 70enni, fino all’altro giorno pieni di vita.

“Girovaghi”, dopo una vita di lavoro intensa.

Figli grandi, ottimi lavori, famiglie tranquille.

5 nipotini goduriosi per i weekend.

Una pensione felice, tranquilla, gioiosa.

Fino agli ultimi devastanti mesi.

L'impatto

Anna visualizza il film del loro futuro.

Brutale.

Difficile.

Complicato.

Doloroso.

Ha già guardato 5 volte “Still Alice”, con una meravigliosa Julianne Moore nei panni della protagonista 50enne, affetta da una forma precoce di Alzheimer ereditario.

Il dramma di Alice provoca quello del marito e dei 3 figli.

5 persone spiazzate, impreparate.

Alice è disperata.

Il marito incredulo. Non è vero, non è possibile.

I figli smarriti. Il punto di riferimento svanisce.

Reazioni diverse, più o meno intense, più o meno violente.

L’evoluzione delle scene mostra la “nuova realtà”, trasmette le difficoltà emotive ed esistenziali di persone che vivono un “mondo irreale”, purtroppo concreto.

La semplicità e la quotidianità svaniscono da un momento all’altro.

La continua faticosa ricerca di nuovi equilibri.

Il corpo, l’involucro di Alice è sempre quello, ma il cervello, il computer di bordo è “in spegnimento”.

 

Giovedì 26 gennaio 2023

Anna viene in ufficio da sola.

Paolo è a casa, in compagnia di Julia, una persona che li aiuta da qualche mese nelle faccende domestiche, per la cura e per la tutela dello stesso Paolo.

Anna gode qualche “momento di libertà”, per il disbrigo delle “faccende familiari” e per la cura di sé stessa.

In casa ci vogliono tante energie. Paolo ha bisogno di assistenza e vigilanza continua.

Alzheimer e AdS

Hai bisogno di farti nominareamministratore di sostegno” di Paolo.

La sua incapacità è ormai “totale”.

Non può più prendere decisioni su alcun argomento, non può firmare alcun documento.

Il rischio è finire nelle “sabbie mobili”.

Qui in banca al momento la situazione è gestibile.

Attenzione

Gli investimenti sono cointestati, le disponibilità sul conto corrente pure.

La firma è disgiunta.

Tu decidi per entrambi. Perfetto.

La polizza “intestata” a Paolo rimane li dov’è, per fortuna non ha bisogno di manutenzione, altrimenti “eravamo nelle canne”.

Chi firma le disposizioni?

Fuori di qui, ad un certo punto avrai bisogno della sua firma. Non la puoi avere. Sbatti contro un muro.

Il “consenso informato” chi lo firma?

Purtroppo, è una decisione, ad altissimo impatto emotivo, ma senza una alternativa concreta.

È una presa d’atto.

Serve a te, per la tutela e la protezione di Paolo, sia da un punto di vista legale che operativo.

L’art. 1 della Legge n. 6 del 9 gennaio 2004: “la presente legge ha la finalità di tutelare, con la minore limitazione possibile della capacità di agire, le persone prive in tutto o in parte di autonomia nell’espletamento delle funzioni della vita quotidiana mediante interventi di sostegno temporaneo o permanente”.

È uno strumento a tua disposizione, per evitare di finire nel pantano, quando meno te lo aspetti o peggio nel momento in cui non ne avresti alcun bisogno.

Ci penso.

La persona al centro

L’istituto della amministrazione di sostegno nasce per la tutela di chi ha menomazioni fisiche o psichiche, permanenti o temporanee.

Mette al centro la persona inabile.

Permette di costruirgli intorno una rete di sicurezza che gli permetta di vivere la miglior vita possibile, in base alle sue capacità.

Di solito viene nominato amministratore, un parente “molto vicino”, che conosce molto bene “il tutelato”, che è in grado di gestire ogni situazione nel puro e semplice interesse della persona.

Conosce e tiene conto delle aspirazioni, del passato, delle passioni, di ciò che ha fatto o manifestato nel corso della  vita.

Un compito “caritatevole”, dall’alto valore umano, orientato al prossimo.

Pensaci

La conoscenza di questo “strumento” di tutela personale e patrimoniale illumina alcuni angoli bui nella nostra mente.

Pensieri che ogni tanto vengono a galla, ma che poi svaniscono con la negazione dei problemi, fino al “quando sarà, ci penserò”.

Nei due casi conclamati che hai appena letto. Il bivio è lì davanti agli occhi.

In quante altre situazioni della vita potresti averne bisogno?

Con il trascorrere della vita la lucidità viene meno.

Alcune decisioni rilevanti, quali la compravendita di un immobile, la loro gestione ordinaria e straordinaria, richiedono presenza e lungimiranza per l’elevato impatto patrimoniale.

Le malattie degenerative minano la sicurezza.

Prodigalità, ludopatia, abuso di farmaci abbassano il “100% delle facoltà mentali”.

Dietro l’angolo non sai cosa c’è.

Amministratore di sostegno, lo scelgo io!

Oggi stesso nel pieno delle mie facoltà mentali, individuo già chi sarà il mio personale amministratore di sostegno.

Mia moglie al primo posto, senza indugi. Mi conosce, mi fido, è una scelta semplice.

Ma se dovesse essere premorta, non in grado di gestirmi o per qualunque altra diavoleria della vita, questa opzione non ci fosse.

Fiducia

Di chi mi fido?

A chi mi affido?

Meglio la scelta di una persona più giovane, un parente, un amico, il figlio di amici.

Chi potrebbe?

La caccia al candidato ideale è aperta.

Intanto mia moglie sa che nel caso in cui fosse necessario, senza tante menate, chiede la nomina di “amministratore di sostegno” al giudice tutelare.

I tentennamenti sono inutili, se serve si fa.

Le emozioni nate dal senso di colpa sono fuorvianti.

I pensieri: “come faccio”, “lo ferisco”, “lo umilio”, “gli tolgo un pezzo di vita”, sono umani, ma inutili. Disfunzionali, persino pericolosi.

 

La bussola

La pianificazione del benessere personale e patrimoniale passa attraverso obiettivi di vita chiari e semplici, senza fronzoli, o particolari alchimie, volte solo a “non affrontare” i problemi.

Con la direzione definita, il viaggio è sereno.

Le decisioni da prendere, volta per volta, hanno già la bussola incorporata.

L’emotività si abbassa.

La lucidità rimane.

Gli ostacoli vengono superati con la soluzione più funzionale agli obiettivi decisi.

Sereno viaggio.

Flavio

 

Per un incontro conoscitivo, chiama il +39 347 2307963 oppure scrivimi.

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