Varese 1999, Luca 31 anni e Stefania 29 anni, sposati dal 1996, acquistano la tanto desiderata casa, “una tana a protezione della famiglia che verrà”. Costo totale 180.000€, di cui 140.000€ versati per mezzo di un mutuo bancario.
La vita trascorre nel tran-tran lavorativo e nella gioia, perché la truppa si allarga, nascono le due adorate figliole, Beatrice ed Elena. Tutto gira a meraviglia, qualche nuvola ogni tanto sopra il cielo, ma nulla che faccia presagire alla tempesta devastante che nell’agosto del 2004, inizia a produrre i primi effetti, per concludere il suo percorso, in 3 drammatici e rapidissimi mesi. A novembre del 2004 a soli 36 anni, Luca “lascia la compagnia”. Stefania, Beatrice ed Elena, in un batter di ciglio si ritrovano sedute per terra a guardare spaventate, l’Everest da scalare.
Panico, devastazione, disperazione, aria rarefatta, respiro affannoso. “Adesso, come facciamo, cosa facciamo.” Silenzio. Le risposte rimangono nel buio.
La prima e, forse unica, “buona notizia” è l’accredito di 200.000€ sul conto corrente di Stefania, come beneficiaria del 100% della “polizza caso morte” sottoscritta da Luca, il giorno successivo la firma, davanti al notaio, dell’atto di acquisto della loro abitazione e del contestuale contratto di mutuo.
Con i soldi in mano, Stefania effettua il bonifico per il saldo del debito residuo, così la casa diventa di proprietà, senza ipoteche. Con i circa 65.000€ “avanzati”, beneficia di un “polmone finanziario” aggiuntivo, che aiuta la famiglia a rimettere in carreggiata la propria vita nei primi anni dal tragico evento.
La parte economica è rimasta solida e in sicurezza. Il futuro è diventato un po’ meno nero. Le energie sono state dirottate verso la gestione della “botta emotiva”, senza la preoccupazione dei debiti e del piatto di pasta in tavola.
Eredi minorenni della polizza, errore grave!
Nella drammatica storia di Luca e Stefania i due punti chiave sono:
- In presenza di debiti, bisogna tutelare la famiglia con ampio agio. La vita è “bizzarra”. I danni economici si tutelano con la corretta artiglieria, quelli emotivi necessitano di un percorso più difficile e articolato.
- Il beneficiario della polizza deve essere maggiorenne, di base il coniuge, salvo situazioni particolari. È fondamentale che la famiglia abbia a disposizione i soldi subito, sull’unghia, nel malaugurato caso ce ne fosse bisogno.
Nell’80% delle polizze, caso morte o di investimento, i beneficiari indicati sono “eredi legittimi o testamentari”, un tipico errore indotto da “ignoranza personale” o da “pessimo consiglio” da parte del proponente.
Il beneficiario minorenne innesca l’intervento del giudice tutelare per la gestione, ordinaria e straordinaria, della somma ricevuta. Traduzione pratica:
- Stefania avrebbe ricevuto un bonifico di 66.666,66€ dalla compagnia di assicurazione, non avrebbe potuto liquidare il mutuo, avrebbe continuato a pagare la rata mensile, con un’unica entrata in famiglia, la sua. Gli sponsor famigliari avrebbero dovuto offrire un supporto economico.
- 66.666,66€ + 66.666,66€ sarebbero stati vincolati sui conti correnti intestati alle figlie minorenni, Beatrice ed Elena, fino al compimento dei 18 anni, 2018 e 2020. Sarebbero serviti solo per pagare le spese ordinarie (vestiti, scuola, mangiare). Per le eventuali spese straordinarie, bisogna “convincere” il giudice.
Solo a descrivere la situazione da “Sliding doors” ho le mani ghiacciate. “Per fortuna” la storia è stata diversa. Con sacrificio e sofferenza le ragazze hanno studiato, Stefania si è sposata, ha avuto un figlio. La vita, a fatica, è ripartita.
Le fondamenta economiche della famiglia superstite hanno superato la prova di stabilità a pieni voti.
Salvaguardia del reddito familiare
23 marzo 2016 incontro Mauro (avvocato) e Grazia (dirigente in un’azienda privata) per il secondo appuntamento nel percorso di analisi del patrimonio familiare. Ci scambiamo i feedback sul primo incontro e iniziamo il confronto sui compiti reciproci che ci siamo assegnati.
Loro due hanno redatto il bilancio familiare con le entrate, ma soprattutto con le uscite per macro-categorie. I totali su base mensile sono: Mauro guadagna circa 8.500€ netti, Grazia 3.200€. Le spese omnicomprensive si aggirano intorno ai 5.000€.
Mauro ha una polizza caso morte di 200.000€, Grazia 100.000€. i debiti residui ammontano a 223.000€, un mutuo per l’acquisto della casa, più il finanziamento per l’auto di Grazia.
Il mio compito era quello di rielaborare le informazioni emerse durante il primo incontro, individuare i dati mancanti e accendere un faro sulle potenziali lacune nel “sistema difensivo” del patrimonio familiare.
I pertugi più pericolosi sono:
- Debiti “sostanziosi” per ancora 9 anni e 5 mesi
- Il peso del reddito di Mauro ha un impatto rilevante sull’economia familiare: 72%.
Il temi sono finiti subito sul tavolo.
Allo stato attuale, se dovesse succedere la disgrazia a uno dei due coniugi, la famiglia andrebbe in “apnea economica“. I numeri parlano. Alla fotografia, bisogna aggiungere Marco 18 anni, ultimo anno di Liceo Classico e Marta 22 anni, 3° anno di Giurisprudenza. Il pericolo maggiore grava sulla testa di Mauro, l’assenza del suo reddito sarebbe disastrosa.
Mancherebbero i soldi per coprire le uscite mensili. Con l’incasso della polizza caso morte. Il debito dell’auto di Grazia potrebbe essere estinto, mentre il mutuo solo ridotto.
Mauro decide di sottoscrivere una polizza caso morte con il capitale assicurato di 400.000€, il valore “salta fuori” da:
- 300.000€ a copertura delle spese familiari per i 5 anni successivi all’eventuale funesto accadimento.
- 100.000€ per coprire, con agio, i debiti e le spese extra del primo anno.
Grazia sottoscrive, anche lei, una polizza caso morte per 275.000€:
- 125.000€ per garantire alla famiglia, l’entrata per 3 anni del suo attuale stipendio.
- 150.000€ per permettere alla famiglia di chiudere, con agio, ogni pendenza in corso.
In entrambe le polizze il beneficiario è il coniuge, affinché riceva il capitale assicurato in 30 giorni dall’evento e, di conseguenza, poterne disporre fin da subito, per gestire le risorse sulla base degli obiettivi pianificati della famiglia: piano studi dei figli Marco e Marta, l’estinzione dei debiti, il mantenimento del tenore di vita.
Mauro e Grazia sono sereni, perché hanno a disposizione tutto il necessario per la salvaguardia economica della famiglia.
Tutela del reddito professionale
Cambio di ruolo, Mauro smette i panni di marito e di padre, indossa l’abito del titolare del suo studio professionale.
E’ la forza trainante, i migliori clienti fanno riferimento a lui. I 2 avvocati in studio, sono eccellenti supporti. Anna la storica assistente, è il perno fondamentale nella gestione ordinaria e straordinaria della attività, a cui si aggiunge la segretaria new entry, part-time, in pieno percorso formativo.
I costi e i debiti riferiti all’attività sono:
- Mutuo: costo 36.000€ all’anno fino al 2025 (9 anni residui)
- Stipendi: 73.000€ annui
- Fatturato lordo di Mauro 285.000€, quello dei due avvocati 102.000€ complessivi
Il ragionamento di Mauro è questo:
- Il mutuo è intestato “a me”, voglio permettere a Grazia di avere i soldi per estinguere il mutuo residuo, diventare proprietaria dell’immobile e successivamente affittarlo agli avvocati subentranti. Tradotto in soldi 324.000€
- 1 anno di fatturato abbondante da destinare a ciascuno dei due avvocati di studio, come riconoscimento del prezioso lavoro svolto negli anni, e per permettergli un po’ di agio economico, mentre costruiscono il loro percorso professionale autonomo
- 1 anno di stipendio lordo a ciascuna delle due dipendenti, come gratificazione e riconoscimento delle giornate spese a scartabellare e a “fare il lavoro sporco d’ufficio”
Beneficiari fuori dall’asse ereditario
Sulla base di questa decisione, Mauro sottoscrive una polizza caso morte con il capitale assicurato di 550.000€, indicando i seguenti beneficiari:
- Grazia: 330.000€
- Giovanni & Beatrice, gli avvocati: 75.000€ ciascuno
- Anna: 50.000€. Alice: 20.000€
4 dei 5 nominativi sono persone “fuori dall’asse ereditario”, che “non gravano” sul patrimonio familiare e non interferiscono con la “quota di legittima” e con la “quota di disponibile” in capo a Mauro.
Il “giorno dopo”, l’eventuale drammatico evento, ciascuna persona fornirà alla compagnia di assicurazione: carta di identità, codice fiscale e IBAN. Entro 30 giorni riceveranno la somma prestabilita in direttissima sul loro conto corrente, pronta per ripartire verso la destinazione più gradita, perché sono di loro unica e insindacabile proprietà.
Nessuno fa le pulci, pone domande o crea impicci, sono soldi pronti all’uso.
Uno strumento potente di protezione del patrimonio, di pianificazione successoria, di ottimizzazione fiscale e di riconoscimento di persone che lo meritano.
Problemi in apparenza complessi, chiamano soluzioni semplici, bisogna seguire e applicare un metodo.
Beneficiari della polizza, puoi cambiare idea
La soluzione condivisa con Mauro e Grazia è ottimale, perché il loro viso trasmette gioia, felicità e la serenità di aver tolto un macigno posato sul percorso di vita della famiglia e dello studio professionale.
I coniugi hanno tolto la scimmia dalle spalle, perché un tarlo stava lavorando da tempo nella loro testa e nella loro pancia, creando tensione a corrente alternata.
Presa la decisione, il senso di sollievo è esploso nei loro sguardi illuminati.
Mauro e Grazia hanno dedicato qualche ora del loro, incasinato, tempo a sé stessi e al patrimonio familiare, i passaggi del metodo applicato sono:
- lo scatto della fotografia della situazione attuale, mettendo sul tavolo tutti i pezzi di carta relativi al patrimonio familiare
- l’analisi dei documenti
- l’individuazione dei pericoli più gravosi per il patrimonio
- la definizione della strategia ottimale sulla base degli obiettivi che hanno individuato
- Azione immediata per sottoscrivere le soluzioni più funzionali
Subito dopo è iniziata la fase altrettanto importante, che spesso viene dimenticata sia dalla famiglia che dai loro referenti professionali: il monitoraggio in continua del patrimonio, della evoluzione della famiglia e degli eventuali cambiamenti normativi o professionali.
La decisione presa da Mauro e Grazia è ancora attuale, a distanza di oltre 6 anni, nulla è stato modificato.
I beneficiari sono immutati, perché nessuno ha “meritato” il contrario.
Mauro ha, in ogni momento, la possibilità con una semplice comunicazione alla compagnia di assicurazione di apportare modifiche al contratto.
In continuità con il ragionamento iniziale, l’obiettivo di un prossimo appuntamento è valutare la modifica degli importi del beneficio della polizza “sul reddito professionale”, perché il debito residuo del mutuo è circa 100.000€. Grazia, di conseguenza, non necessita di tutele aggiuntive, per cui una parte del suo capitale assicurato lo vorrebbe destinare ai due avvocati e alle due assistenti, che nel frattempo hanno supportato Mauro, in una ulteriore crescita professionale e di conseguenza economica.
Un atto di gratitudine.
Dopo aver tutelato gli affetti più cari, un atto di generosità nei riguardi di “chi da una mano”. Grazie Mauro, grazie Grazia per questo insegnamento.
Gli ombrelli acquistati per la salvaguardia della famiglia, per fortuna non sono serviti. Hanno permesso di percorrere un tratto di vita in serenità, senza bruciori di stomaco.
Flavio






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