Tecnologia contro uomo, tecnologia e uomo a braccetto, o uomo contro tecnologia. Cosa ci riserva il futuro è un tema intrigante.
Ho seguito con interesse un intervento del professor Marco Taisch del Politecnico di Milano il 7 giugno del 2022, sulla evoluzione industriale in atto e sulle realistiche prospettive di domani, per comprendere “cosa sta succedendo nel mondo”, ed evitare un giorno di dire: “mioddio, fino a ieri andavo a cavallo, oggi sono in colonna in mezzo a migliaia di autovetture parlanti che si auto-guidano”.
La tecnologia galoppa, modifica i processi produttivi delle aziende, “costringe” le persone ad evolvere insieme a lei, apre pertugi nella tutela del patrimonio familiare, stimola la curiosità nel futuro, incentiva lo spostamento degli investimenti finanziari verso i temi di domani mattina.
Nel susseguirsi dei prossimi 7’ e 22’’ ti conduco in questo tango appassionato dove i confini tra il mondo terracqueo, il patrimonio personale, la finanza, il lavoro e le persone tendono a confondersi fino ad annullarsi. È, invece, fondamentale mantenere la vista dall’elicottero, per evitare di farsi allontanare dai propri obiettivi di vita, dalla frenetica e caotica quotidianità.
L’osservazione dei fatti, degli eventi e delle possibili ripercussioni sul futuro sono necessarie per il mantenimento della sicurezza della famiglia, per la tutela dei beni e per la realizzazione degli obiettivi di vita prefissati.
Se i passaggi storici e il ragionamento non ti interessano, clicca sul link “Pericoli per te” o “Investimenti finanziari”, così recuperi le “informazioni concrete” che ti sono utili.
Rivoluzioni Industriali 1 – 2 – 3
I passaggi evolutivi chiave che hanno proceduto la attuale rivoluzione industriale 4.0 sono:
- utilizzo dell’acqua come forza, per esempio, per i telai e per la produzione del vapore
- l’energia elettrica ha permesso la movimentazione, la creazione delle catene di montaggio e la specializzazione dei lavoratori
- la nascita del computer permette di effettuare calcoli “impossibili”, la gestione di enormi quantità di dati, il miglioramento del controllo degli spazi e degli ambienti, l’efficientamento della produzione industriale
- Oggi le macchine sono collegate tra di loro, leggono i dati reciprocamente, si scambiano informazioni. I software, scritti dall’uomo, permettono loro di eseguire i compiti assegnati con velocità, precisione ed efficienza. C’è l’interazione uomo e macchina.
La Rivoluzione Industriale 4.0
In una autovettura ci sono dai 3.000 ai 4.000 “sensori” che permettono al guidatore di gestire il veicolo con semplicità, ma “il dietro le quinte” è molto complesso. Un’enormità di informazioni viaggiano verso il computer di bordo, dove vengono elaborate e “inviate” al guidatore.
Frenata assistita, segnalazione di ingombri sulla traiettoria, temperatura interna ed esterna, sconnessione della strada e adattamento delle sospensioni al tracciato, navigatore integrato, illuminazione adattiva, cruscotto parlante e quant’altro.
La mia prima auto di ennesima mano è stata una A112 bianca, con il finestrino di guida “autonomo”, scendeva in armonia con le buche della strada, il cambio non permetteva il passaggio dalla terza alla seconda marcia, l’ingranaggio era deformato. Un’era geologica fa, rispetto alle autovetture di oggi.
Una famosa azienda italiana fornisce una “caldaia in comodato”, cioè non la vende più, ne rimane proprietaria. Assume l’onere della manutenzione, dietro il pagamento di un canone, perché alla “fine dei conti ci guadagna di più”. Qual è il trucco?
La caldaia installata in casa continua a trasmettere dati alla centrale operativa, permettendo il monitoraggio in diretta dello “stato di salute” dell’apparecchio. Questo permette la “manutenzione preventiva”, così la caldaia è costruita “per vivere a lungo”, grazie alle amorevoli cure della “mamma costruttrice”.
Il business per l’azienda si è spostato dalla vendita del bene, al servizio di manutenzione dell’oggetto. I conti gravitano intorno alla quantità di abbonamenti sottoscritti dagli utenti. Per l’azienda c’è un maggior costo iniziale di produzione che viene ri-pagato dalla fidelizzazione. Per il cliente c’è la pianificazione del pagamento del canone per l’utilizzo, senza il rischio di esborsi imprevisti per la sostituzione.
Una azienda italiana produce macchinari, li installa e li collauda nello stabilimento del cliente, prima della “messa in moto” ufficiale. Durante i lock down le persone sono chiuse in casa, gli spostamenti intercontinentali impossibili, il macchinario atterrato in Brasile, attende il collaudo per iniziare l’attività, quindi un problema enorme da risolvere. Le “teste pensanti” dell’azienda di fronte all’ intoppo esclamano “lo facciamo da remoto”. In un clima di perplessità e di incertezza iniziale il test va bene. Produttore e cliente soddisfatti.
Il “problema” era delle persone. Dovevano abbandonare le vecchie abitudini, il metodo di lavoro consolidato. Un evento imprevisto ha costretto a cercare e a trovare nuove soluzioni. La tecnologia c’era già, era efficiente, l’uomo non era sintonizzato sulla stessa frequenza.
La tecnologia è al servizio dell’uomo. Ma l’uomo è “in grado” di utilizzarla a pieno regime? Ha la piena consapevolezza delle potenzialità delle sue creature?
Uomo, tecnologia e sostenibilità
Da una parte le persone vogliono più tecnologia per il miglioramento, presunto, della qualità della vita, con gli indubbi vantaggi della connettività 24-7-365, dall’altra la maggioranza di loro rischia di rimanere imbrigliata nella dipendenza da essa. Il numero di ore trascorse davanti allo smartphone sui social o sui siti “ludici” è impressionante.
Distrazione necessaria per scappare dallo stress quotidiano o una dipendenza cronica da “se qualcuno non mi scrive, non esisto”?
Il desiderio e la necessità di tecnologia hanno un profondo impatto sulle tematiche ambientali. La voglia di diminuire le emissioni dei gas serra, porta l’Europa ad un’accelerazione verso l’eliminazione delle autovetture con motori a combustione, per trasformare l’intero “parco circolante” in elettrico.
Eccellente notizia per noi cittadini. La volontà politica di accelerare la transizione energetica ci aiuterà a “vivere in un mondo più sano”, ma ci sono punti di attenzione da “allerta rossa”.
Le materie prime industriali necessarie per produrre la componentistica delle autovetture elettriche, o degli altri oggetti con tecnologie similari, sono in Asia, in Africa e in Sudamerica, noi europei ci posizioniamo sotto un potenziale costante ricatto?
Il continente asiatico è, al momento, in un vantaggio competitivo nella realizzazione della componentistica, da colmare alla svelta, altrimenti cosa ne sarà delle catene produttive europee, soprattutto italiane del automotive. Il rischio di un autogol pazzesco è concreto.
La sostenibilità è un’arma geopolitica?
Il consumatore modifica le proprie esigenze e i propri gusti con rapidità, questo impatta sulle scelte di acquisto e di conseguenza sulle necessità e sulle opportunità nella produzione e nella vendita.
La voglia di consumo, senza il possesso del bene, “galoppa nel vento”.
Un’azienda tedesca acquista flotte di BMW, con lo sconto dal 30% al 40% rispetto al prezzo di listino. Le “affitta” ai clienti, con contratti di 6 mesi, massimo 12, perché nel frattempo le ha già vendute ad un’altra tipologia di clienti.
Il modello di business innovativo le permette di intercettare i trentenni che non acquisterebbero BMW, ma un “capriccio” lungo un anno se lo godono volentieri.
La globalizzazione così come la abbiamo conosciuta fino ad oggi è finita in soffitta. L’evoluzione verso nuove catene di approvvigionamento più regionalizzate è in atto. Il banco è saltato, perché la logistica è imperfetta, come tutte le attività umane.
Il covid con i conseguenti lock down ferrei, soprattutto cinesi, ha bloccato i principali porti, vedi Shanghai, per intere settimane, causando scosse di terremoto magnitudo 7.8, lungo le filiere di ogni settore merceologico, con impatti devastanti.
La mancanza di un bullone o di un chip ferma la produzione di autovetture, ma anche di oggetti meno sofisticati. Questa è stata “la goccia che ha fatto traboccare il vaso” ed ha attivato il processo di “ritorno più vicino a casa delle produzioni”. I primi sintomi della malattia erano comparsi il 23 marzo 2021, quando un cargo lungo 400 metri ha bloccato il canale di Suez.
Il sistema produttivo legato ad un sottile filo lungo tutto il pianeta necessita di una urgente alternativa.
Il tango ballato finora sfocia in un tema urticante.
Pericoli per te e per il tuo patrimonio
La prima informazione ti permette di arrabbiarti con la classe politica, perché il ritardo nella regolamentazione dei cambiamenti portati dalla tecnologia è abissale.
La “cyber-sicurezza legale” è pressoché nulla, ciò alimenta la giungla nella quale devi muoverti tutti i giorni. Il pericolo dell’attacco hacker o, con più semplicità, dell’utilizzo contro di te delle tracce che lasci online tutti i giorni, è un tema sottovalutato per la tua “salute patrimoniale”, vedi articolo nel blog “La tutela del patrimonio online”.
Qui accendo un focus solo sula tua responsabilità professionale.
Quale grado di sicurezza assegni, da 1 a 10, ai dati che girano sul server dello studio o verso il cloud. Quali impatti e di conseguenza quali responsabilità piovono sulla tua testa come “capo” in caso di trafugamento.
Qui si apre una duplice strada da percorrere in contemporanea. Scatta la fotografia della situazione, per la valutazione della sicurezza di hardware, di software, del grado di consapevolezza e di formazione di tutte le persone che gravitano nello studio.
Il coinvolgimento delle persone nella battaglia è il primo passo fondamentale. Le macchine “non sbagliano”, le persone hanno momenti di distrazione che possono generare problemi oceanici.
Il secondo passaggio riguarda la verifica delle coperture assicurative su questi temi. Nel faldone custodito da Valeria, la tua fidata assistente, verifica che ci siano i contratti specifici o per meglio dire, che al loro interno siano scritte in chiaro le parole utili e necessarie a tutelarti.
Qualche minuto di attenzione è un buon investimento. Nella migliore delle ipotesi, il sobbalzo sulla sedia di adesso, diventa una bella pacca sulla spalla a verifica effettuata: “situazione sotto controllo, ho l’ombrello se dovesse piovere!”
Approfondisci meglio
questo argomento.
Investimenti finanziari nella Rivoluzione Industriale 4.0
“La tecnologia è il presente e il futuro sul pianeta terra, va acquistata”. Una affermazione semplice che si legge e si ascolta nelle chiacchierate con gli “esperti investitori finanziari”.
Il concetto è semplice e chiaro, ma “come lo traduci nella pratica?”.
Innanzitutto, riguarda quella sezione del tuo patrimonio finanziario dove i soldi hanno un obiettivo pluriennale, oltre i 5 anni, ma soprattutto finalizzato alla crescita di valore, sopportando anche qualche “ottovolante” lungo il percorso..
Dopo averti messo in guardia e aver focalizzato il collocamento strategico, chiudi gli occhi e proiettati al 2027. Sei seduto nella tua avvolgente poltrona in salotto e leggi alcune notizie.
Tutto il mondo della intelligenza artificiale è fondamentale per lo sviluppo tecnologico del mondo. enormi investimenti di denaro sono destinati a questo settore. “Segui i soldi e rimani in scia”. Stai attento alla concentrazione degli investimenti in alcune storie aziendali intriganti, ma che potrebbero fallire tra 6 mesi. È un mondo crudele, ma il settore è vincente.
La gestione dei “big data” è intrigante. La quantità di dati che le macchine processano e la velocità a cui lo fanno è impressionante. Noi esseri umani lasciamo tracce indelebili nel mondo digitale, come moderni Pollicino. L’utilizzo onesto delle informazioni acquisite è utile a tutti, vedi mondo sanitario. Nel lato oscuro della luna, la manipolazione è un’arma pericolosa. Vengono plagiate le menti. Le informazioni create sono finalizzate ad indirizzare i pensieri e le decisioni delle persone, sia politiche che commerciali. Antenne dritte!
Le aziende che producono software sono interessanti. Le macchine hanno bisogno della scrittura di programmi, sempre più sofisticati, per rimanere al passo con la velocità della evoluzione tecnologica.
La robotica è un tema trasversale inebriante. Supportano i chirurghi in sala operatoria, gli operai e gli industriali nelle “moderne catene produttive”. Nella logistica permettono lo spostamento preciso, strutturato e organizzato di merci, con la conseguente ottimizzazione dei tempi e dei costi di gestione.
La manutenzione è un argomento in grande crescita per gli esempi visti prima. Il mondo va incontro alla rivoluzione dal possesso all’utilizzo dei beni, in cambio di abbonamenti mensili. Le macchine devono funzionare a lungo per generare prolungati incassi e “tenere legato” il cliente. La manutenzione preventiva è il punto focale per le aziende produttrici.
La cybersicurezza è il nuovo pane quotidiano.
Le idee di investimento descritte ti intrigano, ma ti lasciano con la colina e l’amaro in bocca nello stesso tempo. Ho un limite legale nel fornirti consigli di investimento, ma soprattutto voglio evitare di spingerti a gestire i tuoi soldi come, con probabilità, hai fatto fino a oggi.
La ricerca delle idee vincenti, senza la pianificazione degli investimenti finanziari. È il momento di fermarti e dedicare qualche ora alla analisi della situazione attuale del tuo patrimonio, per valutare quali strategie sono funzionali ai tuoi obiettivi di vita e quali non lo sono.
Io mi posiziono al tuo fianco nel percorso che ti rende tranquillo, sereno, perché anche gli investimenti finanziari sono “in sicurezza” e “sotto controllo”.
Ti lascio con una domanda: la testa dell’uomo riuscirà ad evolvere in armonia con le macchine che progetta, al fine di realizzare una “transizione gemella”?
Flavio






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