Lunedi 4 marzo 2024 ore 9.15
Drin!
Sono Paola dello studio notarile: l’integrazione alla dichiarazione di successione del signor Fabrizio è pronta.
Grazie Paola. Entro mezzogiorno, passo in studio, ritiro il documento, così lo consegno subito all’agenzia delle Poste e “speriamo sia la volta buona”.
Ore 13.15 entro fiducioso dalla porta dell’ufficio postale, vedo subito la direttrice.
È libera. Sguardo di intesa.
Mi avvicino, consegno i due “striminziti foglietti”, ritirati poco prima dal Notaio.
Ok, Flavio. Li trasmetto all’ufficio legale.
Dovrebbe essere tutto a posto.
Se ci sono problemi la chiamo.
Ore 13.30 esco dalla agenzia di Poste Italiane del primo comune della “cinta varesina”, direzione Milano.
La giornata è primaverile, soleggiata, temperatura gradevole.
Anche il contesto meteo è favorevole, sembra che gli astri si stiano allineando e il traguardo sia lì, vicino.
Ho un valzer di sensazioni che ondeggiano dalla felicità alla preoccupazione.
“Accendiamo un cero in chiesa”.
L’odissea trova la parola “fine” nel suo tortuoso cammino?
14 mesi fa, il 4 gennaio 2023, è deceduto, Fabrizio, un ex collega, a cui avevo “garantito” che avrei offerto supporto alla famiglia al momento della dipartita
Pianifica la successione: lesione della “legittima”
Ho mantenuto fede alla promessa.
Ho seguito passo passo, la gestione ansiogena della burocrazia.
Dalla pubblicazione del “testamento olografo”, alle interlocuzioni con le banche, in affiancamento a Silvia, la vedova, fino alla chiusura del cerchio, con la redazione della “dichiarazione di successione” e il versamento delle imposte ipocatastali.
Nessuna imposta di successione da versare!
Con l’utilizzo “intelligente” delle polizze assicurative e di alcuni titoli di Stato italiani, Silvia eredita meno di 1 milione, ai fini del conteggio delle imposte.
A luglio 2023 la “banca del paese” liquida alla moglie Silvia, tutti “i soldi intestati a Fabrizio”, in quanto designata come “erede universale” nel testamento redatto il 22 luglio 2020.
La Posta, invece, “tira per le lunghe”, chiede una integrazione alla dichiarazione di successione, per l’indicazione in dettaglio dei “loro” investimenti.
Costi aggiuntivi inutili e una “perdita di tempo” snervante, per chi invece vuole chiudere la partita al volo, per non pensarci più.
Nella stessa identica situazione la banca agisce, la Posta no.
Chi “lavora male”?
Non ho idea se per una azione dilatoria o per “incompetenza”.
6 mesi di differenza, tra la conclusione dell’iter in banca e in posta, sono un bel divario, incolmabile e ingiustificabile, anche a “voler pensare bene”.
Idee chiare sul “dopo di me”
I 2 passaggi chiave di “questa storia” sono legati alla designazione:
- anche se informale, di un “esecutore testamentario” che segue e gestisce la burocrazia post decesso. Un valido supporto per i “parenti” strangolati dal dolore della perdita. La lucidità è fondamentale, per evitare di finire nelle “sabbie mobili” della burocrazia
- del coniuge come “erede universale”, con lesione, consapevole e condivisa con l’altro erede, della “quota di legittima”
La figlia unica, Anna, ha avallato la scelta di ricevere “solo” 100.000€ in eredità del papà, come “legato”, per lasciare alla mamma la gestione di tutto il patrimonio.
Silvia amministra, gestisce e “si mantiene” con il patrimonio generato in 47 anni di matrimonio, “fino all’ultimo respiro”.
Solo dopo il decesso della mamma, Anna entrerà in possesso “di quello che rimane” e ne disporrà a piacimento.
- “I soldi sono di chi li fa”.
- Li gode e li utilizza per la sua vita.
- Sai quanto è lungo il viaggio?
- Sai quanto spendi da oggi all’ultimo giorno?
Venerdì 19 aprile il conto corrente della banca del paese, all’improvviso, senza alcuna comunicazione, riceve l’agognato bonifico.
La “successione di Fabrizio” è conclusa.
Silvia taglia la catena che la ancorava al passato doloroso.
I ricordi vivono, vividi e lucenti.
I lacci amministrativi e burocratici sono sciolti.
La bottiglia di Franciacorta, conservata e custodita in cantina, sale le scale per la soave degustazione, così come voluto da Fabrizio, in sua memoria!
Resta aggiornato
su questo argomento.
Successione: all’improvviso succede!
Lunedi 4 marzo 2024 ore 14.00, mezz’ora dopo l’uscita dall’ufficio postale in provincia di Varese.
Giorgio, un amico, mi avvisa che Enrico, cliente/amico, sta male, è in fin di vita.
È ricoverato in condizioni critiche, 90 su 100 non ci sono speranze.
Venerdì 8 marzo decede. R.I.P.
Anche a lui avevo promesso il supporto alla famiglia, nel caso fosse successo il patatrac.
Sono, subito, precipitato in un altro vortice emotivo.
Da una parte il dolore per la perdita della persona e la devastazione della famiglia, dall’altro lato i pensieri vedono subito le sabbie mobili della burocrazia.
La stanchezza e lo scoramento si impossessano di me.
Respiri profondi
Contatti quotidiani con i familiari, presenza al funerale e invito ai 3 famigliari di prendersi qualche giorno di tempo, per l’assorbimento del colpo e per il recupero di un minimo di lucidità.
Fissiamo l’appuntamento per mercoledì 20 marzo, con Giulia (vedova), Elena (figlia), Roberto (genero)
Post mortem: i primi passi
Facciamo la ricognizione del patrimonio di Enrico:
- 3 banche in cui ci sono:
- conti correnti
- polizze di investimento con beneficiari gli eredi legittimi
- fondi e gestioni patrimoniali
- l’assicuratore da contattare, per la liquidazione di una polizza
Giovedì 28 marzo appuntamento dal notaio per l’apertura del “testamento pubblico” redatto 34 mesi prima, il 19 maggio 2021, subito dopo la prima ondata Covid, con le acque ancora turbolente, Enrico aveva deciso il “grande passo”.
prendono forma e vigore. La destinazione dei soldi, delle case e delle due “società immobiliari” diventa “pubblica”
La famiglia “delega” Roberto, per l’espletamento della burocrazia e insieme condividiamo l’organizzazione del “piano di battaglia”.
Gli interlocutori coinvolti sono molteplici.
Con la “lista della spesa” in mano, il lavoro di Roberto procede spedito.
Il referto medico dell’ospedale, in cui è deceduto Enrico richiede oltre, 60 giorni di “gestazione”, ma anche lui “viene alla luce”.
117 pagine di referti ed esami clinici che sanciscono il decesso per “ischemia cerebrale”.
Il plico viene consegnato alle 3 Compagnie di Assicurazione e nei 20 giorni successivi, i soldi sono sul conto corrente di Giulia, Elena e di Alessandra (la storica assistente di Enrico).
Queste sono le “indicazioni testamentarie” del “testatore Enrico”, validate dal notaio
Il denaro investito presso gli istituti bancari è in arrivo in questi giorni, perché la relativa redazione della “dichiarazione di successione” e il pagamento delle imposte di successione hanno richiesto qualche settimana di meditazione da parte della “Agenzia delle Entrate”.
Pazienza!
I tempi di esecuzione degli adempimenti da parte degli eredi sono stati rapidi, quelli delle controparti, invece, sono andati a corrente alternata, come purtroppo “da normalità”.
L’incontro con la burocrazia e i “moloch” della Pubblica Amministrazione è, sempre destabilizzante, bisogna presentarsi con l’attrezzatura in ordine e con lo zaino della pazienza colmo.
Soluzioni magiche non ci sono.
Bisogna avere lo “spartito da suonare in mano”, eseguirlo con attenzione, per la gestione della burocrazia e del nervosismo
Cosa ti serve? Il breviario
È un argomento “scomodo”. Poco affascinante. Ma tant’è.
Serve il breviario, la “lista della spesa”, la “check-list” per la gestione del post decesso.
Purtroppo, prima o poi la gestione, di questi momenti dolorosi, tocca a chiunque.
La perdita della persona è una “emozione individuale”
La “burocrazia la affronti” con le idee chiare e l’elenco dei documenti necessari, per evitare il “manca questo, manca quello”.
Prendi nota:
- dalla agenzia delle onoranze funebri ricevi il “certificato di morte” e “l’estratto per riassunto dell’atto di morte”.
- vai in Comune e richiedi la “Dichiarazione Sostitutiva di Atto Notorio” = dichiari chi sono gli eredi legittimi. 5’ minuti ed esci con il documento in mano
- Vai in banca:
- consegni il certificato di morte e la dichiarazione sostitutiva
- richiedi la “Certificazione delle consistenze patrimoniali alla data del decesso” = un foglio in cui la banca dichiara quanti soldi e in quali strumenti finanziari il defunto (de cuius) aveva il giorno della dipartita
- se hai il conto corrente cointestato, apri, subito, un cc intestato solo a te, così il 50% della giacenza lo “giri”, subito, sul tuo nuovo cc
- se hai investimenti cointestati, il 50% lo trasferisci a tuo nome
- vai in agenzia di assicurazione se c’è una polizza caso morte e tu ne sei il beneficiario, consegni i documenti come in banca, comunichi il tuo IBAN e in 30 giorni incassi il denaro
- 15 giorni dopo la richiesta, la banca ti consegna la “certificazione delle consistenze patrimoniali”, vai dal notaio o al CAF e “gli fai fare” la “dichiarazione di successione”
- l’agenzia delle entrate ti addebita quanto dovuto come imposte
- il CAF o il notaio ti chiamano, ritiri i documenti, li consegni alla banca.
- attendi gli accrediti sul tuo conto corrente
- FINE.
Durata iter: 3-4 mesi
Sembra complesso.
In realtà i passaggi sono “pochi, semplici e lineari”.
I tempi di realizzazione sono “lunghi”, per la presenza di più operatori, ognuno con i suoi tempi di risposta.
Con il breviario in mano, ti muovi con sicurezza ed eviti di girovagare tra gli interlocutori e sentirti “preso in giro”: “manca questo, manca quello”.
Se segui i passaggi, la bile NON entra in circolo, i tempi NON si dilatano “oltremisura” e il nervosismo NON minaccia le tue coronarie.
il risultato e il contenimento degli istinti omicidi
Le tempistiche sono nelle mani altrui.
Più c’è emotività, più ci vuole metodo.
Tocco legno e qualcosa di doppio “al posto tuo”, se ti servono chiarimenti… scrivimi.
Flavio






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